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Parola di Vita – Romani 8, 26 (21/VII/2013 – 4/VIII/2013)
“Nello stesso modo anche lo Spirito sovviene alle nostre debolezze,
perché non sappiamo ciò che dobbiamo chiedere in preghiera,
come si conviene, ma lo Spirito stesso intercede per noi con sospiri ineffabili.”
Parte prima: La ricezione del Salvatore
+ Patriarca Elia
Patriarca del Patriarcato Cattolico Bizantino
Parte 2: Gesù è il Signore
+ Patriarca Elia
Patriarca del Patriarcato Cattolico Bizantino
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Parola di Vita – Romani 8, 23 (07/VII/2013- 21/VII/2013)
“Anche noi stessi, che abbiamo le primizie dello Spirito noi stessi,
dico, soffriamo in noi stessi, aspettando intensamente
l’ adozione, la redenzione del nostro corpo.”
Parte 3: Il perdono
+ Patriarca Elia
Patriarca del Patriarcato Cattolico Bizantino
Parte quarta: La ricezione della Madre di Dio
+ Patriarca Elia
Patriarca del Patriarcato Cattolico Bizantino
Parte 5: La ricezione dello Spirito Santo
+ Patriarca Elia
Patriarca del Patriarcato Cattolico Bizantino
Parola di Vita – Romani 8, 19 (23/VI/2013 – 7/VII/2013)
“Infatti il desiderio intenso della creazione aspetta con
bramosia la manifestazione dei figli di Dio.”
Commento ai Romani 8, 9-10
“Voi però non siete sotto il dominio della carne, ma dello Spirito, dal momento che lo Spirito di Dio abita in voi. Se qualcuno non ha lo Spirito di Cristo, non Gli appartiene. E se Cristo è i voi, il vostro corpo è morto a causa del peccato, ma lo spirito è vita a causa della giustificazione”
(17-31 marzo 2013)
All’inizio dell’ottavo capitolo vengono indicate le polarità che ci sono tra la carne e lo spirito. È indicato che qui c’è il limite che divide l’umanità a uomini carnali e a quelli spirituali. La radice di questa scelta è già nell’anima umana. L’uomo che con le sue potenze spirituali – ragione e volontà – sceglie lo stile egoistico della vita, cioè carnale, deve contare che „chi semina nella sua carne, dalla carne raccoglierà la corruzione“ (Gal. 6, 8). L’uomo che accoglie lo Spirito di Cristo, cambia la sua vita, riceve luce e forza. Ciò è collegato con piccole rinunce quotidiane di se stessi, con umiliazione, con la via della verità e con l’imitazione di Cristo. Il frutto è la pace interiore e felicità, anche nelle situazioni difficili perché Dio aiuta a quel uomo.
L’appello al pentimento ai cardinali /lettera aperta/
Leopoli (Ucraina), 13 marzo 2013
Stiamo vivendo in una delle epoche più difficili nella storia della Chiesa e dell’umanità. Da Voi – i collaboratori più vicini dei papi – i cristiani e i non credenti stavano aspettando la parola della verità, che porterebbe le nazioni verso Cristo. Ma, purtroppo, nessuno ha detto questa parola.
Più volte Voi uccidevate Cristo ed avete insultato Suo santo Nome! Voi siete omicidi molteplici della verità e del Vangelo ed avete peccato contro lo Spirito Santo!
Negli anni precedenti ci siamo rivolti a Voi con l’appello al pentimento dei crimini all’interno della Chiesa. Voi non avete voluto sentire questa voce. Con Vostro silenzio ipocrita avete condannato nella Chiesa il Figlio di Dio a pena di morte similmente come i sommi sacerdoti, farisei e saducei. Siete diventati una casta privilegiata, che predica agli uomini un vangelo falso e si copre con l’autorità di Dio per realizzare i propri interessi.
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