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Giubileo – quinto anniversario dalla fondazione del Patriarcato Cattolico Bizantino
Il 5 aprile 2016, in città di Zovkva, Ucraina, ha avuto luogo il Sinodo dei Vescovi della Chiesa Ortodossa Greco-Cattolica Ucraina, al quale è stato proclamato il Patriarcato Cattolico Bizantino. Il Patriarcato è diventato una struttura autonoma spirituale, la quale svolge il servizio profetico nelle questioni che riguardano la difesa della fede e della morale, sia per la Chiesa Occidentale che per la Chiesa Orientale. L’arcivescovo Elia, OSBMr, è stato scelto come il primo patriarca del Patriarcato, i segretari – vescovo Metodio, OSBMr e vescovo Timoteo, OSBMr.
Prima della fondazione del Patriarcato il Sinodo dei Vescovi della Chiesa Greco-Cattolica Ucraina ha scritto circa 20 lettere-appelli a papa Benedetto XVI con la richiesta di non beatificare in nessun caso Giovanni Paolo II. Con questo lui di fatto avrebbe approvato la sua linea apostatica per tutta la Chiesa ed avrebbe aperto la porta al sincretismo con il paganesimo. Particolarmente il gesto apostatico di Giovanni Paolo II ad Assisi è diventato il programma della diffusione dell’infezione spirituale di neopaganesimo all’interno della Chiesa. Inoltre, Giovanni Paolo II è responsabile per la diffusione delle eresie del neomodernismo, le quali approvava con il suo silenzio. Queste eresie hanno minato le basi non solo della Chiesa Cattolica ma di tutto il cristianesimo.
Pseudo papa Francesco è l’anticristo
Martedì, il 22 marzo 2016, gli islamisti hanno compiuto i terratti a Bruxelles, e subito dopo, il 24 marzo, Francesco ha lavato e baciato i piedi agli islamisti. La sua meta è la promozione dell’islamizzazione in Europa e con questo la liquidazione del cristianesimo e di civiltà europea. Lui ha tradito Cristo, ha espulso lo Spirito Santo ed ha accolto lo spirito della menzogna, lo spirito dell’anticristo.
“Chi è il menzognero se non colui che nega che Gesù è il Cristo? L’anticristo è colui che nega il Padre e il Figlio. Chiunque nega il Figlio non possiede nemmeno il Padre; chi professa la sua fede nel Figlio possiede anche il Padre” (1 Gv. 2, 22-23).
Francesco rinuncia al Padre e al Figlio perché dà allo stesso livello i cristiani con gli adoratori degli dèi pagani – i demoni ed afferma: “Tutti noi siamo figli di Dio”. La manipolazione da parte di Francesco consiste in quello che lui da una parte parla una verità parziale per promuovere le eresie. Tutti noi siamo figli di Dio, ma solo in questo senso – che Dio ha creato tutti gli uomini, cioè quelli che sono salvati e quelli che sono dannati. Ma Francesco usa il termine “figli di Dio” nel senso – che tutti gli uomini sarebbero salvati automaticamente senza il pentimento e senza Gesù Cristo. Questa è massima eresia. La manipolazione con il termine “figli di Dio” e con il termine “misericordia di Dio” è di fatto la negazione di verità che Dio è giusto e contemporaneamente la negazione della punizione eterna. E questa è la seguente eresia. Il Catechismo ci insegna che la fiducia eccessiva nella misericordia di Dio è il peccato contro lo Spirito Santo.
Il “papa” Francesco è terrorista spirituale ed anticristo
Il 25 marzo 2016
La Congregazione per la dottrina della fede
La città del Vaticano
Esiste il terrorismo fisico, ma può essere anche il terrorismo spirituale. Chi prepara le condizioni per il terrorismo di massa ha la colpa più grande da chi compie il terrorismo fisico. E Francesco lo fa! Lui prepara la liquidazione del cristianesimo e della civiltà europea. Tutto il mondo è stato agitato dai crimini degli islamisti a Parigi, a Colonia, e ora anche anche a Bruxelles, ma Francesco cinicamente continua a promuovere l’islamizzazione. Questa volta lui ha fatto il gesto della lavanda dei piedi baciando i piedi agli islamisti invece di concentrare l’attenzione su Cristo e il Suo sacrificio di riconciliazione sulla croce nel tempo di più grandi feste cristiane.
Francesco è l’anticristo. Lui afferma che noi con i musulmani e gli induisti abbiamo lo stesso dio, cioè Allah, Śiva o altre divinità indù (demoni)? L’apostolo Giovanni scrive: “Chi rinuncia il Padre e il Figlio, è l’anticristo”.
Parola di Vita – Mat 6, 19-21 (27/III/16 – 10/IV/2016)
“Non vi fate tesori sulla terra, dove la tignola e la ruggine guastano,
e dove i ladri sfondano e rubano, anzi fatevi tesori in cielo, dove né tignola
né ruggine consumano, e dove i ladri non sfondano e non rubano.
Perché dov’ è il tuo tesoro, lì sarà anche il tuo cuore.”
L’appello al “papa” Francesco al pentimento per sè e per il Vaticano
Il 20 marzo 2016
“Papa” Francesco Domus Sanctae Marthae Città del Vaticano
Sta per iniziare la Settimana Santa. Il Patriarcato Cattolico Bizantino si rivolge a Lei e La appella pubblicamente di compiere il pentimento per sè stesso e per il Vaticano.
Noi viviamo nel tempo in cui le strutture sovranazionali promuovono in modo pianificato l’olocausto di Europa e di tutto il pianeta. Il mezzo più importante usato a questo scopo è la propaganda dell’omosessualità – la sodomia. La Sacra Scrittura avverte davanti a questo abominio tutta l’umanità. “Così Sodoma e Gomorra e le città vicine, che si sono abbandonate all’impudicizia allo stesso modo e sono andate dietro a vizi contro natura, stanno come esempio subendo le pene del fuoco eterno” (Gd. 7; vedi 2 Pt. 2, 6-8).
Seguente mezzo dell’olocausto è la promozione del rapimento massiccio dei bambini dai genitori amorevoli per motivi artificiali. Il Consiglio europeo promuove la Convenzione e la Strategia del rapimento dei bambini di fatto da ogni famiglia. Dopo questi bambini in cosiddette famiglie professionali demoralizzano gli omosessuali, pedofili, sadomasochisti. I bambini migrano tra di loro. Questa è sofferenza peggiore per i bambini, più difficile dalle sofferenze della guerra, più difficile dalla povertà e fame. La morte di questi bambini sarebbe il male minore per loro da quello di offrire loro a Moloch del Nuovo Ordine Mondiale il quale esige la tirrania satanica dei bambini e spesso della loro vita.
L’ipocrisia di papa Francesco
La Domenica, il 6 marzo 2016, il papa Francesco ha ricordato il terratto a Yemen nel quale tra altri sono morte quattro suore. Contemporaneamente si è servito di questa occasione per fare la propaganda affinché l’Europa accolga i cosiddetti “immigranti”.
La citazione: “Prego per loro e per altri morti durante il terratto…”.
La risposta: Francesco era tenuto di fare una dichiarazione radicale contro il sistema criminale che provoca l’islamizzazione d’Europa. Al posto di questo, lui in modo manipolativo usa il terratto per la propaganda dell’islamizzazione. Perciò la sua preghiera è la preghiera dell’ipocrita.
Parola di Vita – Mat 6, 14-15 (13/III/16 – 27/III/2016)
“Perché, se voi perdonate agli uomini le loro offese, il vostro Padre celeste
perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonate agli uomini le loro offese,
neppure il Padre vostro perdonerà le vostre.”
Il papa serve a Cristo o ad Allah?
Il 29 febbraio 2016
Allah esige il sangue e teste tagliate dei discepoli di Cristo. Francesco si preoccupa che questa pratica arrivi in Europa il più presto possibile.
La Domenica, il 28 febbraio 2016, Francesco di nuovo ha appellato l’Europa alla cosiddetta distribuzione giusta degli “immigranti”. L’anno scorso i musulmani in Egitto hanno ritualmente tagliato le teste a 21 cristiano e in modo provocativo l’hanno filmato. Francesco tace nei confronti di questo, cioè lo approva. Lo stesso anno i musulmani in uguale modo hanno tagliato le teste a 30 cristiani etiopi e in modo simile anche in Libia. Tuttavia Francesco tace. L’anno scorso abbiamo commemorato il centenario del genocidio di un milione e mezzo dei cristiani armeni. Nei confronti di questo genocidio Francesco tace. Oggi avviene l’islamizzazione programmata dell’Europa accompagnata dai terratti e crimini di tutti generi. E qui il papa non tace ma vivacemente fa delle mantra ripetendo la stessa cosa: “Accogliete gli “immigranti” musulmani in Europa – in ogni parrocchia, in ogni convento e in ogni santuario!”.
Il Corano non è un libro sacro come la Bibbia e Allah musulmano non è lo stesso Dio dei cristiani. Però Francesco predica pubblicamente queste eresie.
Come portare la propria croce
Il nemico di Dio ci attacca per distruggere l’opera di Dio e il cristianesimo, per rubare Cristo dalle anime e gettarle nella perdizione eterna. Suoi attacchi vengono sia dall’esterno che dall’interno ed hanno un significato. Bisogna vedere in essi la croce che dobbiamo vedere. Portare questa croce è la volontà di Dio. Ma prima di portarlo, è necessario rinunciare a se stesso. In primo luogo Gesù dice: “Rinuncia a te stesso!” e solo dopo aggiunge “Porta la propria croce!”. Rinunciare a se stesso è la povertà di spirito e l’umiltà!...
Chi è “l’uomo vecchio”?
Chi è “l’uomo vecchio”? È la nostra natura avvelenata dal peccato originale. Questo peccato originale collabora con lo spirito del mondo e con lo spirito della menzogna. Che cosa odia l’uomo vecchio? Soprattutto, umiliazione! L’umiltà è la verità. Ma l’uomo vecchio non sopporta la verità e per tutta la vita ci tiene prigionieri della menzogna e di mezze verità, nei sogni e sentimenti falsi. Questa verità su noi stessi è necessario rinnovare continuamente nella memoria e umiliare quel ribelle che abita in noi. La santità consiste nella purificazione, nel camminare nella luce. Camminare nella luce significa riconoscere davanti a Dio i propri peccati e consegnarli a Gesù. In quel momento il Suo sangue ci purifica da ogni peccato (cfr. Gv. 1, 7)....
6 (28/II/16 – 13/III/2016)
“Ma tu, quando preghi, entra nella tua cameretta,
chiudi la tua porta e prega il Padre tuo nel segreto;
e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà pubblicamente.”
Parola di Vita – Mat 6, 3 (14/II/16 – 28/II/2016)
“Quando fai doni di misericordia,
non far sapere alla tua mano sinistra quello che fa la tua destra.”
Parola di Vita – Mat 5, 43-44 (31/I/15 – 14/II/2016)
“Voi avete udito che fu detto: “Ama il tuo prossimo e odia il tuo nemico”.
Ma io vi dico: Amate i vostri nemici e pregate per coloro che vi perseguitano.”
Parola di Vita – Mat 5, 38-39 (17/I/15 – 31/I/2016)
“Voi avete udito che fu detto: “Occhio per occhio e dente per dente”.
Ma io vi dico: Non resistere al malvagio;
anzi, se uno ti percuote sulla guancia destra, porgigli anche l’ altra.”
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