Parola di vita Romani 5, 15

“Ma il dono di grazia non è come la caduta: se infatti per la caduta di uno solo morirono tutti, molto di più la grazia di Dio e il dono concesso in grazia di un solo uomo, Gesù Cristo, si sono riversati in abbondanza su tutti gli uomini”

(27 novembre – 11 dicembre 2011)

Nel capitolo 5 della Lettera ai Romani, dal versetto 12 al versetto 21, si parla del peccato e del dono della grazia divina.

Parola di vita Romani 5, 14

“La morte regnò da Adamo fino a Mosè anche su quelli che non avevano peccato con una trasgressione simile a quella di Adamo, il quale è figura di colui che deve venire.”

(13  – 27 novembre 2011)

La morte regnò non solamene da Adamo fino a Mosè ma regna anche fino ad oggi. La morte regnerà su tutto il mondo fino alla seconda venuta di Cristo, quando sarà la fine del mondo e l’ultimo giudizio. Attraverso Mosè Dio diede la Sua legge – il Decalogo.

Parola di vita Romani 5, 12

“A causa di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo e con il peccato la morte, così anche la morte ha raggiunto tutti gli uomini, perchè tutti hanno peccato”

(30 ottobre – 13 novembre 2011)

Primo uomo è stato messo da Dio davanti alla prova dell’obbedienza. Adamo – primo uomo – non obbedì a Dio, e tramite sua moglie Eva ha obbedito al diavolo provocando su di sè e su tutto genere umano il peccato, la maledizione e la morte.

Parola di vita Romani 5, 11

„Non solo, ma ci gloriamo pure in Dio, per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo, dal quale ora abbiamo ottenuto la riconciliazione“

(16-30 ottobre 2011)

L’uomo può gloriarsi delle opere sia buone che cattive. Se si gloria delle opere cattive quel vanto si oppone non solamente a Dio, ma anche al prossimo.

Parola di vita – Romani 5,5

“La speranza poi non delude, perch? l’amore di Dio ? stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci ? stato dato” (Rm. 5,5)

(21 agosto – 4 settembre 2011)

Su che cosa si pone l’accento?

L’accento si pone qui sulla speranza. Abramo ? l’esempio il quale ebbe fede sperando contro ogni speranza (cf. Rm. 4,18). Quindi Abramo contava sull’onnipotenza di Dio.

Parola di vita – Romani 5, 2b-4

“…ci vantiamo nella speranza della gloria di Dio. E non soltanto questo: noi ci vantiamo anche nelle tribolazioni, ben sapendo che la tribolazione produce pazienza, la pazienza una virtù provata e la virtù provata la speranza”.
(7 agosto – 21 agosto 2011)

Su che cosa si pone l’accento?

L’accento si pone qui sulla speranza. È triste quando qualcuno dice: “Io non ho più nessuna speranza”. L’opposto dі speranza è la disperazione. Molta gente ha false speranze, noi però abbiamo la vera speranza che si appoggia sulle promesse di Dio. Noi abbiamo la speranza che allo stesso tempo è una certezza incrollabile – che in Gesù Cristo noi abbiamo la vita eterna. Questa vita futura è collegata con la felicità e la gloria che non finiranno mai – la gloria nel cielo. Questa speranza ci dà luce e forza per vivere le sofferenze sì da ottenere da esse il merito per l’eternità. Per questo possiamo vantarci nelle tribolazioni, se sappiamo che da esse accresce la pazienza, dalla pazienza la virtù provata e da virtù provata la speranza.

Parola di vita – Romani 5,1-2a

“Giustificati dunque per la fede, noi siamo in pace con Dio per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo; per suo mezzo abbiamo anche ottenuto, mediante la fede, di accedere a questa grazia nella quale ci troviamo”

(24 luglio – 7 agosto 2011)

Su che cosa si pone l’accento?

Noi veniamo giustificati mediante la fede. Credendo in Gesù Cristo noi siamo in pace con Dio ed abbiamo accesso alla grazia.

Parola di vita – Romani 4, 20-21

“Per la promessa di Dio non esitò con incredulità,  ma si rafforzò nella fede e diede gloria a Dio,  pienamente convinto che quanto egli aveva promesso era anche  capace di portarlo a compimento”

Su che cosa si pone l’accento?

non esitò con incredulità… si rafforzò nella fede pienamente convinto…”.

La fede indica il rapporto con Dio. Nella promessa, che ricevette Abramo, la meta non era l’effetto momentaneo, ma il compimento della volontà di Dio.  È per Dio lui voleva che si adempisse la promessa e non diventasse un torso a causa della sua infedeltà. Lui non esigeva da Dio che gli servisse in quella situazione concreta per soddisfare i propri interessi egoistici, ma comprendeva che si tratta dell’opera di Dio nella quale Dio lo fece partecipe. Per questo egli non si ribellò contro Dio quando è giunta la prova ma il suo rapporto con Lui approfondì ancora di più – fortificò la fede.

Parola di vita – Romani 4,13

“Infatti non in virtù della Legge fu data ad Abramo, o alla sua discendenza, la promessa di diventare l’erede del mondo, ma in virtù della giustizia che viene dalla fede.”

(15-29 maggio 2011)

Su che cosa si pone l’accento?

L’accento si pone sulla fede. Noi siamo giustificati in virtù della fede e non attraverso la Legge. La Legge in primo luogo convince l’uomo che egli è peccatore e che deve finalmente umiliarsi e attraverso la fede pregare la Divina Misericordia. L’uomo non si salva nè con le proprie forze, nè con solo sforzo di essere buono, umano, nè con la vita secondo le leggi morali e Divine. L’uomo non si salverà senza una fede umile.


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