Parola di vita Romani 5, 15

“Ma il dono di grazia non è come la caduta: se infatti per la caduta di uno solo morirono tutti, molto di più la grazia di Dio e il dono concesso in grazia di un solo uomo, Gesù Cristo, si sono riversati in abbondanza su tutti gli uomini”

(27 novembre – 11 dicembre 2011)

Nel capitolo 5 della Lettera ai Romani, dal versetto 12 al versetto 21, si parla del peccato e del dono della grazia divina. Qui si indica ad Adamo, per mezzo del quale il peccato è entrato nel mondo, e a Gesù Cristo, per mezzo del quale è arrivata la liberazione dal peccato e il dono della grazia di Dio e la giustificazione. Breve sintesi del versetto 15: attraverso il peccato di disobbedienza e di incredulità in Dio – poichè l’uomo ha creduto al diavolo – l’infezione del peccato si è trasmessa ad Adamo e con esso la morte. Gesù, prendendo su di Sè la nostra natura umana e morendo per i nostri peccati sulla croce, attraverso il dono della grazia ci ha dato più di quello che Adamo aveva perso. Attraverso uno solo – Gesù – riceviamo il perdono dei peccati. Inoltre, attraverso uno solo diventiamo partecipi della natura divina. Diventiamo figli e figlie adottivi di Dio. “A quanti però l’hanno accolto, ha dato potere di diventare figli di Dio” (Gv. 1, 12). Siamo diventati così eredi del Regno di Dio e della gloria eterna in paradiso.

È importante sapere che tramite uno solo, cioè Gesù Cristo, è venuta la grazia di Dio, attraverso la quale siamo salvati (cf. Ef. 2, 5). La grazia di Dio non è venuta attraverso guru, avatar, Krishna, Buddha, Shiva, Perun e neanche attraverso le divinità pagane reincarnate. Attraverso di loro arriva l’inganno, la maledizione e falsa illuminazione che, di fatto, è possessione dallo spirito maligno. Quindi non c’è salvezza in nessun altro se non in Gesù Cristo. Gesù chiama tutti questi seduttori dell’umanità i ladri che rubano le pecore. Gesù è unico Pastore che offre la vita per le Sue pecore (cf. Gv. 10).

Il gesto d’Assisi, collegato con la venerazione dei demoni pagani, è tradimento di Cristo. Con questo gesto Benedetto XVI ha messo falsamente Quel unico – Gesù Cristo – allo stesso piano con molti seduttori e loro demoni, che non conducono le anime alla vita eterna, ma alla perdizione eterna.


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