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Parola di Vita – Mat 5, 20 (15/5/2022 – 29/5/2022)
“Vi dico infatti che, se la vostra giustizia non sorpasserà
quella degli scribi e farisei, non entrerete nel regno dei cieli”
Riflessione su Gv 21,17
Gli disse per la terza volta: «Simone di Giovanni, mi ami?». Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli dicesse: Mi ami?, e gli disse: «Signore, tu sai tutto; tu sai che ti amo». Gli rispose Gesù: “Pasci le mie pecorelle.”
Pietro fu il primo degli apostoli a cui apparve Gesù. La domenica mattina, Pietro vinse la paura che paralizzava gli apostoli e giunse al sepolcro aperto di Cristo.
Al lago di Genesaret, dove Gesù apparve a sette apostoli, chiese tre volte a Pietro della sua relazione con Lui. L’apostolo Pietro aveva pubblicamente rinnegato Cristo tre volte con un giuramento. Benché subito si fosse pentito del suo rinnegamento ed avesse pianto amaramente, aveva perduto l’ufficio che Gesù gli aveva affidato come capo degli apostoli, dicendo: “Tu sei Pietro (che significa ‘roccia’), e su questa pietra edificherò la mia Chiesa.” (Mt 16,18) Con il suo rinnegamento, Pietro cessò di essere la roccia; la sua fede e il suo amore per il Salvatore vennero meno. Pietro si pentì del suo peccato, ma lo fece solo in privato. Sebbene Gesù lo avesse perdonato, la colpa e l’offesa pubblica richiedevano una soddisfazione pubblica. Come avrebbe potuto rimanere il capo degli apostoli avendo pubblicamente rinunciato a Cristo con un giuramento?
Parola di Vita – Giov 21, 17 (1/5/2022 – 15/5/2022)
“Gli domandò una terza volta: «Simone di Giovanni, mi ami?».
Si rattristò Pietro perché gli aveva detto per la terza volta: «Mi ami tu?»,
e gli rispose: «Signore, tu sai tutto, tu conosci che ti amo».
Gli disse: «Pasci le mie pecore.”
Parola di Vita – Is 53, 6 (17/4/2022 – 1/5/2022)
“Noi tutti come pecore eravamo erranti, ognuno di noi seguiva la propria via,
e il Signore ha fatto ricadere su di lui l’iniquità di noi tutti.”
Dove è il tuo tesoro, lì sarà anche il tuo cuore
Nella domenica precedente l’inizio della Quaresima nella Chiesa d’Oriente, ascolteremo il brano del Vangelo di Matteo: “Se voi infatti perdonerete agli uomini le loro colpe, il Padre vostro celeste perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli uomini, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe.E quando digiunate, non assumete aria malinconica come gli ipocriti, che si sfigurano la faccia per far vedere agli uomini che digiunano. In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Tu invece, quando digiuni, profumati la testa e lavati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo tuo Padre che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. Non accumulatevi tesori sulla terra, dove tignola e ruggine consumano e dove ladri scassinano e rubano; accumulatevi invece tesori nel cielo, dove né tignola né ruggine consumano, e dove ladri non scassinano e non rubano. Perché là dov’è il tuo tesoro, sarà anche il tuo cuore.” (Mt 6,14-21)
Riflessione su Isaia 53,5
“Ma egli fu trafitto per le nostre trasgressioni, fu schiacciato per le nostre iniquità. Il castigo che ci rende la pace fu su di lui e per le sue piaghe noi siamo stati guariti.”
Di chi parla il profeta Isaia? Parla della sofferenza di Gesù Cristo come del Messia atteso. Il profeta Isaia ascoltò e scrisse le sue parole nel periodo compreso tra il 740 ed il 700 aC. Lo Spirito di Dio gli ha rivelato il mistero della sofferenza di Cristo per i nostri peccati. I versetti 3 e 4 recitano: “Disprezzato e reietto dagli uomini, uomo dei dolori …” Il giorno della morte del Signore, gli apostoli lo abbandonarono per paura ed uno di loro, Giuda, lo tradì perfino. L’apostolo Pietro lo rinnegò tre volte quella mattina. Gesù ha sopportato grandi sofferenze soprattutto quando è stato flagellato fino a sanguinare in maniera consistente, coronato di spine e sulla via della Croce. Questa sofferenza raggiunse il culmine quando era appeso alla croce nell’umiliazione e nell’abbandono.
Il profeta Isaia continua: “Eppure egli si è caricato delle nostre sofferenze, si è addossato i nostri dolori e noi lo giudicavamo castigato, percosso da Dio e umiliato”. E il versetto 5, che reciteremo per le prossime due settimane, dice: “Egli è stato trafitto per le nostre trasgressioni, schiacciato per le nostre iniquità. Il castigo che ci rende la pace fu su di lui e per le sue piaghe noi siamo stati guariti.”. Infatti, fu per i nostri peccati che le mani ei piedi di Gesù furono trafitti con i chiodi ed, infine, il Suo cuore venne trafitto con una lancia. Questo era per le nostre trasgressioni ed iniquità. Alla fine si dice che con le Sue lividure – ferite – siamo stati guariti. Non solo dalle ferite inferte alla crocifissione, ma anche dalle ferite provocate dalla crudele flagellazione e dal beffardo e doloroso coronamento di spine.
Parola di Vita – Is 53, 5 (3/4/2022 – 17/4/2022)
“Ma egli fu trafitto per le nostre trasgressioni, fu schiacciato per le nostre iniquità.
Il castigo che ci rende la pace fu su di lui e per le sue piaghe noi siamo stati guariti.”
Dal Getsèmani al Golgota (Via Crucis)
1) Riflessione sulla Parola di Dio
L’arresto di Gesù: l’apostolo traditore ha portato nel Getsèmani i soldati e le guardie del tempio con le torce. Si avvicinò a Gesù e Gli diede un bacio di tradimento. E i soldati afferrarono Gesù.
Gesù davanti ad Anna: Lo condussero dal sommo sacerdote Anna. Egli interrogò Gesù riguardo a molte cose. Uno della guardia ha colpito Gesù in faccia.
L’ultima Cena e Getsèmani (La riflessione)
Guarda questo video su: https://www.youtube.com/v/AR0Q0PGT8Yc
1) Riflessione sulla Parola di Dio
L’Ultima Cena
La sera del Giovedì Gesù celebra l’Ultima Cena con i Suoi apostoli. La Pasqua è collegata con il sacrificio dell’agnello e con la cena pasquale. Questa festa ricorda uscita di Israele dalla schiavitù del faraone, re d’Egitto. Gesù è venuto a liberare il genere umano dalla schiavitù del peccato e del demonio.
All’inizio Gesù lavò i piedi agli apostoli. Con questo diede loro l’esempio di umiltà e di amore. In seguito li mette in guardia contro lo spirito del tradimento, dietro il quale c’è il diavolo.
Poi Gesù parla di amore: “Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri fratelli” (cfr. Gv. 15, 13).
Bergoglio e il Sinodo sulla sinodalità (Seconda parte)
2 febbraio 2022
L’attuale pseudo Papa applica principi completamente opposti agli insegnamenti della Chiesa cattolica. Non esiste un paradosso del genere nella società laica. Bergoglio fa della Chiesa di Cristo la prostituta dell’anticristo: la Chiesa satanica New Age.
1) Lo pseudo Papa Bergoglio approva pubblicamente la sodomia con parole e gesti; Ha baciato ostentatamente i piedi di un transessuale.
2) Lo pseudo Papa elimina i principi morali oggettivamente validi, e quindi i comandamenti di Dio. In pratica, li sostituisce con un approccio soggettivo.
3) Intronizzando il demone Pachamama, lo pseudo Papa ha abolito il primo e più grande comandamento del Decalogo. Ha completamente aperto la porta al paganesimo. I documenti del Sinodo dell’Amazzonia sono pieni di eresie. Come il card. Brandmüller ha detto, questa non è solo apostasia, ma anche stupidità.
Parola di Vita – Prov 14, 2 (20/3/2022 – 3/4/2022)
“Chi cammina nella sua rettitudine ha il timor di Dio,
chi perverte la sua strada lo disprezza.”
PCB: Simposio Vaticano – 17-19 febbraio 2022 – la questione del primato
25 febbraio 2022
Nel suo discorso al simposio sul sacerdozio, il capo del Pontificio Consiglio per la promozione dell’Unità, il cardinale Koch, ha sottolineato l’importanza di discutere la questione del primato in relazione alla sinodalità.
Se c’è qualcosa da discutere, entrambe le parti devono prima realizzare il paradigma di base, e cioè: il primato non esiste senza essere radicato nei fondamenti della fede e della morale e difenderlo dalle eresie. Tuttavia, l’intero cammino sinodale e lo stesso Bergoglio hanno abbandonato le basi della fede e della morale, quindi qualsiasi discussione sulla loro piattaforma è auto-distruttiva.
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Con il permesso di Dio, abbiamo perso durante la notte il nostro monastero che ospitava quaranta suore, comprese le novizie.
Allo stesso tempo, abbiamo perso il monastero maschile, con una casa di ritiro e una cappella, dove i fedeli frequentavano regolarmente le liturgie la domenica.
La vediamo come una prova, e proviamo a dire con il paziente Giobbe: “Il Signore ha dato, e il Signore ha tolto; sia benedetto il nome del Signore!»
Mettiamo il nostro futuro nelle mani di Dio.
Soprattutto, abbiamo a cuore l’intera situazione, che non riguarda solo noi, e preghiamo affinché Dio trasformi tutto in una benedizione sia per l’Ucraina che per le altre nazioni.
Prov 3, 5-6 (6/3/2022 – 20/3/2022)
“Confida nell’ Eterno con tutto il tuo cuore e non appoggiarti sul tuo intendimento;
riconoscilo in tutte le tue vie, ed egli raddrizzerà i tuoi sentieri.”
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