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Riflessione su Eb 12,1
“Dunque anche noi, dal momento che abbiamo una tale
nube di testimoni che ci circonda,
con pazienza corriamo la gara che ci viene messa innanzi,
dopo aver deposto tutto ciò che appesantisce e il peccato che ci irretisce”
Questo versetto della Scrittura è preceduto dall’esempio di tutta una moltitudine di testimoni menzionati in tutto il capitolo 11. E questo capitolo termina così: “E tutti questi pur avendo ricevuto, a causa della fede, una buona testimonianza, non raggiunsero la promessa, avendo Dio predisposto per noi qualcosa di meglio, perché non arrivassero alla perfezione senza di noi”.
Segue poi il versetto che reciteremo per due settimane. Inizia con le parole: “Dunque anche noi, dal momento che abbiamo una tale nube di testimoni che ci circonda…”, e prosegue: “…con pazienza corriamo la gara che ci viene messa innanzi, dopo aver deposto tutto ciò che appesantisce e il peccato che ci irretisce”. Il versetto successivo è la continuazione del precedente: “…avendo lo sguardo fisso su Gesù, autore e consumatore della fede…”. E leggiamo più avanti: “…il quale, in luogo della gioia che gli si proponeva davanti, si sottopose alla croce, sprezzando l’ignominia, e ora siede alla destra del trono di Dio. Infatti ripensate a colui che ha sofferto in se stesso siffatta contraddizione, da parte dei peccatori, per non stancarvi, lasciandovi intorpidire nelle anime vostre.
PCB: Chiesa domestica: una soluzione all’attuale crisi spirituale
12 febbraio 2024
Ogni vescovo, sacerdote e credente sincero percepisce che la Chiesa contemporanea ha bisogno di un rinnovamento spirituale. Ciò deve cominciare da ogni individuo, e soprattutto dalla cellula fondamentale della Chiesa, che è la famiglia, cioè padre, madre e figli. Per tutti si comincia con la preghiera, cioè col coltivare un rapporto personale con Dio. Bisogna però creare le condizioni per questo, perché nel ritmo frenetico della vita quotidiana non si riesce a trovare il tempo per una preghiera più profonda. D’altro canto, i giovani e i bambini trascorrono moltissime ore al giorno utilizzando gli smartphone, che negli ultimi anni si sono diffusi in tutto il mondo. Così perdono tempo non solo in vanità, ma direttamente in istruzioni per la depravazione morale, i crimini e il satanismo.
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Parola di Vita – Eb 13, 8 (31/3/2024 – 14/4/2024)
«Gesù Cristo è lo stesso ieri e oggi e nei secoli.»
Riflessione su Eb 13,8
“Gesù Cristo è lo stesso ieri e oggi e nei secoli!”
Prima che Gesù risuscitasse Lazzaro, che era nel sepolcro da quattro giorni, Marta disse a Gesù: “Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto”. Gesù gli disse: “Tuo fratello risorgerà”. Marta rispose: “So che risorgerà nella risurrezione all’ultimo giorno”. Gesù gli disse: “Io sono la risurrezione e la vita”.
Gesù è lo stesso ieri, oggi e nei secoli. Quindi Egli ha lo stesso potere e può resuscitare i morti anche oggi, specialmente quelli spiritualmente morti. Può fare le stesse cose che faceva quando era qui sulla terra. Quando leggiamo la vita dei santi e dei martiri, vediamo che attraverso molti il Signore ha compiuto grandi miracoli prima di morire, cioè mentre venivano martirizzati. Ad esempio, i miracoli con le bestie feroci, quando i leoni affamati nell’arena non fecero a pezzi i martiri, ma li leccarono e si sedettero ai loro piedi come pecore. Altre volte, quando venivano imprigionati dopo crudeli torture, i loro corpi venivano completamente ristabiliti il giorno successivo. Questo è stato il caso di innumerevoli martiri. Alcuni furono addirittura gettati nella fornace e ne uscirono illesi. Vedendo ciò, molti pagani gridarono: “Grande è il Dio dei cristiani!” Grazie a questi miracoli si convertirono e confessarono Gesù.
Gesù vuole che siamo dove è Lui
Gesù ha detto: “Padre, voglio che anche quelli che tu mi hai dato siano con me, dove sono io, affinché vedano la mia gloria che tu mi hai dato; perché tu mi hai amato prima della creazione del mondo” (Gv 17,24). Queste parole di Gesù non si riferiscono solo agli apostoli. In questa preghiera Gesù si è ricordato anche di noi. Anche noi apparteniamo a Lui; Apparteniamo a coloro che il Padre Gli ha dato. E Gesù vuole che siamo dove è Lui per vedere la Sua gloria, e anche noi vogliamo vederla. Il Padre ha dato gloria al Figlio prima della creazione dell’universo. Tutto ciò che esiste, tranne Dio, è stato creato. L’universo ha il suo inizio; Non è esistito da sempre. Ha il suo inizio in Dio che lo ha creato. Miliardi di stelle. Alcune di loro sono a milioni di anni luce di distanza. Noi non siamo che un minuscolo granello di polvere in confronto a tutto questo… e Dio ci ama, ha dato a morte suo Figlio per noi e ha preparato per noi la gloria eterna. Gesù ha pregato per noi anche il giorno della Sua morte, o meglio poche ore prima della Sua morte, affinché potessimo vedere la gloria che Egli ha e parteciparvi. Quanto è grande l’amore di Dio per noi!
La più grande sofferenza all’inferno è la separazione dell’anima da Dio
La verità sull’inferno è infatti molto seria ed è legata alla nostra salvezza. Se prendiamo sul serio l’eternità dell’inferno, siamo anche consapevoli della serietà della dottrina di Cristo sulla salvezza basata su questo fatto: Cristo è venuto nel mondo, Dio si è fatto uomo per liberarci dalla schiavitù del diavolo, per liberarci dall’inferno e per donarci una vita nuova: la vita eterna. “Dio ha tanto amato il mondo che ha dato il Figlio suo unigenito, affinché chiunque crede in Lui non perisca (all’inferno), ma abbia la vita eterna” (Gv 3,16). “Dio ci ha dato la vita eterna, e questa vita è nel Figlio suo. Chi ha il Figlio, ha la vita; Chi non ha il Figlio di Dio, non ha la vita” (1 Gv 5,11-12). O hai Gesù oppure no. La più grande sofferenza all’inferno è la punizione della separazione.
Il giudizio di Dio
Immaginate di aver commesso un crimine e di essere stato portato davanti al tribunale. C’è un pubblico ministero, giudici e poliziotti in uniforme. Sei sul banco degli imputati, in attesa della sentenza. Se dicessi: “Chiedo l’assoluzione”, tutti riderebbero di te. Assoluzione? Stai aspettando una sentenza, non un’assoluzione.
E ora immagina un’immagine diversa. Una volta che saremo davanti al tribunale di Dio, il giudice supremo sarà Dio. Gesù Cristo sarà il nostro Avvocato. Saranno presenti le schiere invisibili degli angeli. Satana, il nostro accusatore, ci accuserà e chiederà giustizia. Se riceviamo Cristo, Gli diamo i nostri peccati e viviamo per fede – in altre parole, ogni volta che pecchiamo torniamo a Lui e Gli diamo i nostri peccati ancora e ancora per essere purificati dalla potenza del Suo sangue secondo la parola “Se camminiamo nella luce, il sangue di Gesù Cristo ci purifica da ogni peccato…” – allora, se il diavolo ci accusa, Gesù dirà: “Puoi accusarlo quanto vuoi.
PCB: Recensione critica del libro autobiografico di Francesco Bergoglio
19 marzo 2024
I media riferiscono che il libro autobiografico di Bergoglio di oltre 300 pagine sarà in vendita il 19 marzo 2024. Nel libro Bergoglio menziona le sue dimissioni, sottolineando che si tratta di “un’ipotesi lontana”, poiché, secondo lui, non esistono “motivi talmente seri” per la sua rinuncia.
Commento: Già nel 2018, l’ex nunzio negli Stati Uniti, C. M. Viganò, aveva pubblicamente invitato Bergoglio e la sua rete omosessuale a dimettersi per motivi molto seri. Inoltre, il fatto è che Bergoglio si è già scomunicato dalla Chiesa a causa del suo pseudo-vangelo (cfr. Gal 1,8-9). Egli non può quindi esserne il capo, come confermano la Sacra Scrittura, i Padri della Chiesa, i Dottori della Chiesa e la costituzione dogmatica. Tuttavia continua ad occupare illegalmente l’ufficio pontificio.
Le pagine del libro autobiografico ripercorrono anche la storia della dittatura argentina durante il regime del generale Jorge Rafael Videla. Bergoglio si sofferma sulle ripetute accuse rivoltegli di essere complice della dittatura, e per questo si presenta deliberatamente nel suo libro come un salvatore di bambini e giovani vulnerabili.
PCB: Quaresima 2024 – tempo di penitenza: rinunciate a Fiducia supplicans! (Lettera pastorale)
11 marzo 2024
Il tempo della Quaresima in questo tempo straordinario di grande apostasia è un tempo di pentimento urgente. L’affermazione di Gesù sul pentimento è rilevante per ognuno di noi. “Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino. Metanoite – cambiate mentalità – e credete al Vangelo”. (Mc 1,15) “Se non vi convertirete, perirete tutti”. (Lc 13,3)
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Parola di Vita – Eb 11, 6 (17/3/2024 – 31/3/2024)
«Senza fede è impossibile piacere a Dio. Chi si avvicina a Dio
deve credere che Egli esiste ed è rimuneratore per quelli che lo cercano.»
Riflessione su Eb 11,6
Senza fede è impossibile piacere a Dio.
Chi si avvicina a Dio deve credere che Egli esiste
ed è rimuneratore per quelli che lo cercano.
Questo versetto fa parte del noto capitolo 11 della Lettera agli Ebrei. È preceduto dai seguenti cinque versetti: “La fede è garanzia delle cose sperate, prova per le realtà che non si vedono. In questa infatti gli antichi hanno ricevuto una testimonianza. Per la fede, noi comprendiamo che i mondi furono formati per una parola di Dio, di modo che da cose non visibili è derivato ciò che si vede. Per la fede Abele offrì a Dio un sacrificio più prezioso di quello di Caino, e per essa ricevette la testimonianza di essere giusto, perché Dio rendeva testimonianza ai doni di lui, e per essa dopo la morte continua a parlare. Per la fede Enoch fu trasportato in modo da non vedere la morte, e non lo si trovò, perché Dio lo aveva trasportato. Prima infatti del trasferimento ricevette testimonianza che era piaciuto a Dio”. (Eb 11, 1-5).
Parola di Vita – Eb 9, 27 (3/3/2024 – 17/3/2024)
«E come è stabilito per gli uomini di morire una volta sola,
dopo di che viene il giudizio.»
Riflessione su Eb 9,27
“E come è stabilito per gli uomini di morire una volta sola,
dopo di che viene il giudizio”.
Il versetto successivo 28 dice: “Così anche Cristo una volta sola è stato offerto per levar via i peccati di molti, e apparirà una seconda volta, senza peccato, per quelli che lo attendono, per la salvezza”.
Il proverbio dice: L’uomo saggio pensa alla fine, cioè alla morte. Ma non basta pensare alla morte, bisogna pensare anche all’eternità, che può essere felice o infelice. La condizione per un’eternità felice è mantenere la nostra fede in Gesù Cristo, perché la Sacra Scrittura dice: “Chiunque crede in Lui sarà salvato”. La migliore preparazione alla morte e all’eternità avviene attraverso un atto di perfetta contrizione. Consiste nel riconoscere il proprio peccato davanti a sé e davanti a Dio, guardando con fede la croce di Gesù e invocando il Suo nome.
PCB: Il silenzio sui sistemi di autogenocidio affida la responsabilità a tutti
8 febbraio 2024
Stiamo assistendo a un processo globale che sta portando all’autodistruzione dell’umanità e sta colpendo tutte le sfere della vita pubblica. Dietro c’è uno spirito di menzogna e di morte. Molti si chiedono: chi è responsabile del processo di autodistruzione della società umana? Oggi, in una certa misura, la responsabilità ricade su tutti. Su alcuni di più, su altri meno, ma su tutti. Perché? Perché la gente accetta silenziosamente i cambiamenti attuali, che sono letteralmente crimini contro l’umanità. L’intero sistema dell’autogenocidio è costruito su bugie professionali; è ispirato dallo spirito di menzogna e di morte che permea non solo i dieci ambiti elencati di seguito, ma colpisce l’intera società umana.
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