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Il paradiso è a portata di mano!
Il paradiso è vicino, perché morirò presto. Ancora pochi anni e starò davanti alle porte del paradiso. E se dovessi vivere ancora cento anni, passeranno in men che non si dica. Con quanta forza mi dovrebbe motivare il pensiero del cielo! Questo pensiero ha spinto tanti ragazzi e ragazze a disprezzare le gioie ed i beni di questo mondo, che passerà, per ottenere il paradiso eterno.
San Bernardo aveva sette fratelli. Tutti decisero di abbandonare tutto, di entrare in un monastero e di servire Dio interamente. Avevano una grande ricchezza e si chiedevano cosa farne. Si dissero l’un l’altro: “Diamo tutto al nostro fratello minore”. Andarono da lui e gli dissero: “Caro fratello, abbiamo deciso di darti tutta la nostra eredità”. Li guardò e disse: “Come siete intelligenti! Volete il cielo eterno per voi e il regno terreno per me? Voglio anche io il Regno dei Cieli! A che serve la ricchezza?” Alla fine, dopo la morte della madre, anche il padre si unì al monastero. Bruciavano davvero di zelo per Cristo. Hanno sperimentato un vero rinnovamento spirituale.
PCB: Spirito Santo contra Fiducia supplicans
9 maggio 2024
Domenica 19 maggio 2024 è la Festa della Discesa dello Spirito Santo. Nel giorno di Pentecoste, l’apostolo Pietro parlò nella potenza dello Spirito ed esortò i pellegrini alla conversione e al pentimento. Disse: “Dio ha costituito Signore e Cristo questo Gesù che voi avete crocifisso”. All’udire ciò, furono compunti nel cuore e dissero: “Che cosa dobbiamo fare, fratelli?”
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Parola di Vita – Eb 13, 14 (12/5/2024 – 26/5/2024)
«Non abbiamo infatti qui una città permanente,
ma tendiamo alla città che deve venire.»
Le anime di coloro che sono uniti a Gesù sono piene di pace
Moriamo con Gesù e risuscitiamo con Lui. Nella Lettera ai Romani troviamo verità essenziali su come siamo innestati in Gesù mediante la fede: questa unione ci è donata nel battesimo. “E se morimmo con Cristo, crediamo che anche vivremo con Lui” (Rm 6, 8) Qui l’accento è posto sulle parole “noi crediamo”. Dobbiamo mettere in pratica la nostra unione con Gesù. Se rimaniamo in noi stessi, sorgono problemi. Se siamo uniti a Cristo, la nostra anima è sempre piena di pace. Proviamo pace indipendentemente dal fatto che qualcuno ci rimproveri o che ci ammaliamo. Puoi anche essere uno storpio costretto su una sedia a rotelle per circa 40 anni, oppure puoi anche essere condannato a morte, e puoi essere felice perché hai Gesù. Se sei unito a Gesù, sei colmo di una pace che il mondo non può dare.
Parola di Vita – Eb 10, 25 (28/4/2024 – 12/5/2024)
«Non disertiamo dalle nostre riunioni come è costume di alcuni,
ma incoraggiamoci, tanto più quanto vedete che il giorno del Signore
sta avvicinandosi.»
Riflessione su Eb 10,25
Non disertiamo dalle nostre riunioni come è costume di alcuni,
ma incoraggiamoci, tanto più quanto vedete che il giorno del Signore
sta avvicinandosi.
Questo versetto è preceduto dalle parole: “Manteniamo senza vacillare la professione della speranza, infatti colui che ha promesso è fedele, e facciamo attenzione gli uni agli altri per accenderci a carità e ad opere buone”. I gruppi che si riunivano nel momento in cui l’Apostolo scrisse questa lettera erano probabilmente piccoli quanto il nostro. Ma queste parole valevano e valgono soprattutto per i piccoli gruppi di preghiera, che portavano il peso della Chiesa e gridavano a Dio, come oggi, chiedendo luce, forza e salvezza.
Percepiamo che l’esigenza biblica della koinonia, cioè la formazione della comunione fraterna, è oggi molto attuale. Un gruppo di uomini cristiani si riunisce per pregare e chiedere Dio per sé e per le anime loro affidate.
PCB: Gli insegnamenti di San Bellarmino su un eretico sul soglio pontificio
Frammenti dell’opera di san Roberto Bellarmino “De Romano Pontifice”, libro II, capitolo 30:
San Roberto Bellarmino (1610): “Il papa che è manifestamente eretico cessa da sé di essere papa e capo, così come cessa di essere cristiano e membro del corpo della Chiesa”.
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PCB: I fondamenti della preghiera interiore /Parte 1/
Nella preghiera interiore è necessario prendere coscienza delle verità essenziali che riguardano individualmente ogni persona, cioè la morte, il giudizio di Dio e l’eternità. La contemplazione cristiana si è tradizionalmente concentrata su due ambiti. Il primo ambito sono le cose ultime (Novissimi) dell’uomo, il secondo è la sofferenza di Cristo e la Sua morte. Torniamo a queste fonti spirituali anche adesso.
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Parola di Vita – Eb 12, 1 (14/4/2024 – 28/4/2024)
«Dunque anche noi, dal momento che abbiamo una tale nube di testimoni che ci circonda,
con pazienza corriamo la gara che ci viene messa innanzi,
dopo aver deposto tutto ciò che appesantisce e il peccato che ci irretisce»
Riflessione su Eb 12,1
“Dunque anche noi, dal momento che abbiamo una tale
nube di testimoni che ci circonda,
con pazienza corriamo la gara che ci viene messa innanzi,
dopo aver deposto tutto ciò che appesantisce e il peccato che ci irretisce”
Questo versetto della Scrittura è preceduto dall’esempio di tutta una moltitudine di testimoni menzionati in tutto il capitolo 11. E questo capitolo termina così: “E tutti questi pur avendo ricevuto, a causa della fede, una buona testimonianza, non raggiunsero la promessa, avendo Dio predisposto per noi qualcosa di meglio, perché non arrivassero alla perfezione senza di noi”.
Segue poi il versetto che reciteremo per due settimane. Inizia con le parole: “Dunque anche noi, dal momento che abbiamo una tale nube di testimoni che ci circonda…”, e prosegue: “…con pazienza corriamo la gara che ci viene messa innanzi, dopo aver deposto tutto ciò che appesantisce e il peccato che ci irretisce”. Il versetto successivo è la continuazione del precedente: “…avendo lo sguardo fisso su Gesù, autore e consumatore della fede…”. E leggiamo più avanti: “…il quale, in luogo della gioia che gli si proponeva davanti, si sottopose alla croce, sprezzando l’ignominia, e ora siede alla destra del trono di Dio. Infatti ripensate a colui che ha sofferto in se stesso siffatta contraddizione, da parte dei peccatori, per non stancarvi, lasciandovi intorpidire nelle anime vostre.
PCB: Chiesa domestica: una soluzione all’attuale crisi spirituale
12 febbraio 2024
Ogni vescovo, sacerdote e credente sincero percepisce che la Chiesa contemporanea ha bisogno di un rinnovamento spirituale. Ciò deve cominciare da ogni individuo, e soprattutto dalla cellula fondamentale della Chiesa, che è la famiglia, cioè padre, madre e figli. Per tutti si comincia con la preghiera, cioè col coltivare un rapporto personale con Dio. Bisogna però creare le condizioni per questo, perché nel ritmo frenetico della vita quotidiana non si riesce a trovare il tempo per una preghiera più profonda. D’altro canto, i giovani e i bambini trascorrono moltissime ore al giorno utilizzando gli smartphone, che negli ultimi anni si sono diffusi in tutto il mondo. Così perdono tempo non solo in vanità, ma direttamente in istruzioni per la depravazione morale, i crimini e il satanismo.
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Parola di Vita – Eb 13, 8 (31/3/2024 – 14/4/2024)
«Gesù Cristo è lo stesso ieri e oggi e nei secoli.»
Riflessione su Eb 13,8
“Gesù Cristo è lo stesso ieri e oggi e nei secoli!”
Prima che Gesù risuscitasse Lazzaro, che era nel sepolcro da quattro giorni, Marta disse a Gesù: “Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto”. Gesù gli disse: “Tuo fratello risorgerà”. Marta rispose: “So che risorgerà nella risurrezione all’ultimo giorno”. Gesù gli disse: “Io sono la risurrezione e la vita”.
Gesù è lo stesso ieri, oggi e nei secoli. Quindi Egli ha lo stesso potere e può resuscitare i morti anche oggi, specialmente quelli spiritualmente morti. Può fare le stesse cose che faceva quando era qui sulla terra. Quando leggiamo la vita dei santi e dei martiri, vediamo che attraverso molti il Signore ha compiuto grandi miracoli prima di morire, cioè mentre venivano martirizzati. Ad esempio, i miracoli con le bestie feroci, quando i leoni affamati nell’arena non fecero a pezzi i martiri, ma li leccarono e si sedettero ai loro piedi come pecore. Altre volte, quando venivano imprigionati dopo crudeli torture, i loro corpi venivano completamente ristabiliti il giorno successivo. Questo è stato il caso di innumerevoli martiri. Alcuni furono addirittura gettati nella fornace e ne uscirono illesi. Vedendo ciò, molti pagani gridarono: “Grande è il Dio dei cristiani!” Grazie a questi miracoli si convertirono e confessarono Gesù.
Gesù vuole che siamo dove è Lui
Gesù ha detto: “Padre, voglio che anche quelli che tu mi hai dato siano con me, dove sono io, affinché vedano la mia gloria che tu mi hai dato; perché tu mi hai amato prima della creazione del mondo” (Gv 17,24). Queste parole di Gesù non si riferiscono solo agli apostoli. In questa preghiera Gesù si è ricordato anche di noi. Anche noi apparteniamo a Lui; Apparteniamo a coloro che il Padre Gli ha dato. E Gesù vuole che siamo dove è Lui per vedere la Sua gloria, e anche noi vogliamo vederla. Il Padre ha dato gloria al Figlio prima della creazione dell’universo. Tutto ciò che esiste, tranne Dio, è stato creato. L’universo ha il suo inizio; Non è esistito da sempre. Ha il suo inizio in Dio che lo ha creato. Miliardi di stelle. Alcune di loro sono a milioni di anni luce di distanza. Noi non siamo che un minuscolo granello di polvere in confronto a tutto questo… e Dio ci ama, ha dato a morte suo Figlio per noi e ha preparato per noi la gloria eterna. Gesù ha pregato per noi anche il giorno della Sua morte, o meglio poche ore prima della Sua morte, affinché potessimo vedere la gloria che Egli ha e parteciparvi. Quanto è grande l’amore di Dio per noi!
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