Riflessione su Romani 8, 8

«E quelli che sono nella carne non possono piacere a Dio».

 

Ciò riguarda il nostro modo di pensare. Con il nostro pensiero siamo radicati o nella carne, cioè esclusivamente nei nostri interessi egoistici, oppure siamo radicati nello Spirito, il che significa che rispettiamo le leggi di Dio e il nostro pensiero è verticale, cioè pensiamo all’eternità e cerchiamo di compiere la volontà di Dio.

In passato, le persone pensavano che la nostra Terra fosse al centro e che tutto ruotasse attorno ad essa: erano sostenitori del geocentrismo. Ma si scoprì che si trattava di un’opinione errata e si cominciò a credere alla teoria secondo cui il Sole fosse il centro attorno al quale tutto ruota, ovvero l’eliocentrismo. Ma poi si rivelò che anche questa era una teoria errata. In termini spirituali, molte persone considerano il proprio ego come il centro dell’intero universo: questo è l’egocentrismo. Se non viviamo veramente secondo la fede nel Dio Trino, allora l’egocentrismo diventa il principio guida e il contenuto della nostra vita e siamo su una strada sbagliata. La visione corretta è il teocentrismo, il che significa che Theos (Dio) è il centro dell’universo e della nostra vita.

Affinché Dio sia il centro della vita di un cristiano, è necessario resistere al dominio del proprio ego con il suo modo di pensare, cioè all’egocentrismo, che è la mente carnale. La Scrittura dice a questo proposito: «… la mente controllata dalla carne è inimicizia contro Dio, perché non è sottomessa alla legge di Dio e neppure può esserlo».

La conversione significa accogliere Cristo come proprio Salvatore e anche come proprio Signore, e seguire Cristo significa proseguire su questo cammino e in questa direzione; in altre parole, imitare Cristo e seguirLo, secondo la Sua esortazione: «Rinnega te stesso… e seguimi!». Dobbiamo rinnegare la mente carnale, che è per noi una croce da portare. Dobbiamo portare questa croce con pazienza e seguire Gesù. Allora giungeremo al Calvario, dove ci spoglieremo del nostro «uomo vecchio», e in seguito entreremo nella gloria eterna del cielo. Questo è il programma per ogni cristiano, sia esso uomo o donna, monaco o sacerdote.

È un atteggiamento sbagliato da parte dei genitori costringere un ragazzo o una ragazza adolescente a rinnegare se stessi e a opporsi allo spirito del mondo, senza però creare le condizioni per la loro conversione. Senza una vera conversione, il rinnegamento di sé è un fardello insopportabile di cui vogliono liberarsi il più presto possibile. Tuttavia, anche se si convertono e cambiano il suo modo di pensare – il che è un dono dello Spirito di Dio – devono affrontare la fase successiva della lotta per non essere trascinati nuovamente verso il mondo. Pertanto hanno bisogno di una comunità viva e di incoraggiamento nel cammino della sequela di Cristo.

 

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