Parola di Vita – Eb 10, 25 (28/4/2024 – 12/5/2024)
«Non disertiamo dalle nostre riunioni come è costume di alcuni,
ma incoraggiamoci, tanto più quanto vedete che il giorno del Signore
sta avvicinandosi.»
Riflessione su Eb 10,25
Non disertiamo dalle nostre riunioni come è costume di alcuni,
ma incoraggiamoci, tanto più quanto vedete che il giorno del Signore
sta avvicinandosi.
Questo versetto è preceduto dalle parole: “Manteniamo senza vacillare la professione della speranza, infatti colui che ha promesso è fedele, e facciamo attenzione gli uni agli altri per accenderci a carità e ad opere buone”. I gruppi che si riunivano nel momento in cui l’Apostolo scrisse questa lettera erano probabilmente piccoli quanto il nostro. Ma queste parole valevano e valgono soprattutto per i piccoli gruppi di preghiera, che portavano il peso della Chiesa e gridavano a Dio, come oggi, chiedendo luce, forza e salvezza.
Percepiamo che l’esigenza biblica della koinonia, cioè la formazione della comunione fraterna, è oggi molto attuale. Un gruppo di uomini cristiani si riunisce per pregare e chiedere Dio per sé e per le anime loro affidate.
PCB: I fondamenti della preghiera interiore /Parte 1/
Nella preghiera interiore è necessario prendere coscienza delle verità essenziali che riguardano individualmente ogni persona, cioè la morte, il giudizio di Dio e l’eternità. La contemplazione cristiana si è tradizionalmente concentrata su due ambiti. Il primo ambito sono le cose ultime (Novissimi) dell’uomo, il secondo è la sofferenza di Cristo e la Sua morte. Torniamo a queste fonti spirituali anche adesso.
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Parola di Vita – Eb 12, 1 (14/4/2024 – 28/4/2024)
«Dunque anche noi, dal momento che abbiamo una tale nube di testimoni che ci circonda,
con pazienza corriamo la gara che ci viene messa innanzi,
dopo aver deposto tutto ciò che appesantisce e il peccato che ci irretisce»
Riflessione su Eb 12,1
“Dunque anche noi, dal momento che abbiamo una tale
nube di testimoni che ci circonda,
con pazienza corriamo la gara che ci viene messa innanzi,
dopo aver deposto tutto ciò che appesantisce e il peccato che ci irretisce”
Questo versetto della Scrittura è preceduto dall’esempio di tutta una moltitudine di testimoni menzionati in tutto il capitolo 11. E questo capitolo termina così: “E tutti questi pur avendo ricevuto, a causa della fede, una buona testimonianza, non raggiunsero la promessa, avendo Dio predisposto per noi qualcosa di meglio, perché non arrivassero alla perfezione senza di noi”.
Segue poi il versetto che reciteremo per due settimane. Inizia con le parole: “Dunque anche noi, dal momento che abbiamo una tale nube di testimoni che ci circonda…”, e prosegue: “…con pazienza corriamo la gara che ci viene messa innanzi, dopo aver deposto tutto ciò che appesantisce e il peccato che ci irretisce”. Il versetto successivo è la continuazione del precedente: “…avendo lo sguardo fisso su Gesù, autore e consumatore della fede…”. E leggiamo più avanti: “…il quale, in luogo della gioia che gli si proponeva davanti, si sottopose alla croce, sprezzando l’ignominia, e ora siede alla destra del trono di Dio. Infatti ripensate a colui che ha sofferto in se stesso siffatta contraddizione, da parte dei peccatori, per non stancarvi, lasciandovi intorpidire nelle anime vostre.
Parola di Vita – Eb 13, 8 (31/3/2024 – 14/4/2024)
«Gesù Cristo è lo stesso ieri e oggi e nei secoli.»
Riflessione su Eb 13,8
“Gesù Cristo è lo stesso ieri e oggi e nei secoli!”
Prima che Gesù risuscitasse Lazzaro, che era nel sepolcro da quattro giorni, Marta disse a Gesù: “Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto”. Gesù gli disse: “Tuo fratello risorgerà”. Marta rispose: “So che risorgerà nella risurrezione all’ultimo giorno”. Gesù gli disse: “Io sono la risurrezione e la vita”.
Gesù è lo stesso ieri, oggi e nei secoli. Quindi Egli ha lo stesso potere e può resuscitare i morti anche oggi, specialmente quelli spiritualmente morti. Può fare le stesse cose che faceva quando era qui sulla terra. Quando leggiamo la vita dei santi e dei martiri, vediamo che attraverso molti il Signore ha compiuto grandi miracoli prima di morire, cioè mentre venivano martirizzati. Ad esempio, i miracoli con le bestie feroci, quando i leoni affamati nell’arena non fecero a pezzi i martiri, ma li leccarono e si sedettero ai loro piedi come pecore. Altre volte, quando venivano imprigionati dopo crudeli torture, i loro corpi venivano completamente ristabiliti il giorno successivo. Questo è stato il caso di innumerevoli martiri. Alcuni furono addirittura gettati nella fornace e ne uscirono illesi. Vedendo ciò, molti pagani gridarono: “Grande è il Dio dei cristiani!” Grazie a questi miracoli si convertirono e confessarono Gesù.
Parola di Vita – Eb 11, 6 (17/3/2024 – 31/3/2024)
«Senza fede è impossibile piacere a Dio. Chi si avvicina a Dio
deve credere che Egli esiste ed è rimuneratore per quelli che lo cercano.»
Riflessione su Eb 11,6
Senza fede è impossibile piacere a Dio.
Chi si avvicina a Dio deve credere che Egli esiste
ed è rimuneratore per quelli che lo cercano.
Questo versetto fa parte del noto capitolo 11 della Lettera agli Ebrei. È preceduto dai seguenti cinque versetti: “La fede è garanzia delle cose sperate, prova per le realtà che non si vedono. In questa infatti gli antichi hanno ricevuto una testimonianza. Per la fede, noi comprendiamo che i mondi furono formati per una parola di Dio, di modo che da cose non visibili è derivato ciò che si vede. Per la fede Abele offrì a Dio un sacrificio più prezioso di quello di Caino, e per essa ricevette la testimonianza di essere giusto, perché Dio rendeva testimonianza ai doni di lui, e per essa dopo la morte continua a parlare. Per la fede Enoch fu trasportato in modo da non vedere la morte, e non lo si trovò, perché Dio lo aveva trasportato. Prima infatti del trasferimento ricevette testimonianza che era piaciuto a Dio”. (Eb 11, 1-5).
Parola di Vita – Eb 9, 27 (3/3/2024 – 17/3/2024)
«E come è stabilito per gli uomini di morire una volta sola,
dopo di che viene il giudizio.»
Riflessione su Eb 9,27
“E come è stabilito per gli uomini di morire una volta sola,
dopo di che viene il giudizio”.
Il versetto successivo 28 dice: “Così anche Cristo una volta sola è stato offerto per levar via i peccati di molti, e apparirà una seconda volta, senza peccato, per quelli che lo attendono, per la salvezza”.
Il proverbio dice: L’uomo saggio pensa alla fine, cioè alla morte. Ma non basta pensare alla morte, bisogna pensare anche all’eternità, che può essere felice o infelice. La condizione per un’eternità felice è mantenere la nostra fede in Gesù Cristo, perché la Sacra Scrittura dice: “Chiunque crede in Lui sarà salvato”. La migliore preparazione alla morte e all’eternità avviene attraverso un atto di perfetta contrizione. Consiste nel riconoscere il proprio peccato davanti a sé e davanti a Dio, guardando con fede la croce di Gesù e invocando il Suo nome.
Parola di Vita – 1Co 1, 18 (18/2/2024 – 3/3/2024)
«La parola della croce è infatti stoltezza per quelli che vanno in perdizione,
ma per quelli che si salvano, per noi, è potenza di Dio.»
Parola di Vita – 1Co 11, 31-32 (4/2/2024 – 18/2/2024)
«Che se ci esaminassimo noi stessi, non verremmo giudicati;
ma, messi sull’avviso dal Signore,
veniamo corretti, per non essere poi condannati insieme al mondo.»
Parola di Vita – Is 50, 5 (21/1/2024 – 4/2/2024)
«Il Signore Dio mi aprì l’ orecchio e io non sono stato ribelle,
non mi sono tirato indietro.»
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