Parola di Vita – Romani 8, 33 (29/IX/2013 – 13/X/2013)
“Chi accuserà gli eletti di Dio? Dio è colui che li giustifica.”
Parola di Vita – Romani 8, 32 (15/IX/2013 – 29/IX/2013)
“Lui, che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha dato in sacrificio per noi tutti,
come non ci darà in dono insieme a lui tutte le cose?”
Parola di Vita – Romani 8, 31 (1/IX/2013 – 15/IX/2013)
“Che diremo dunque circa queste cose? Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi?”
Parola di Vita – Romani 8, 28 (16/VIII/2013 – 1/IX/2013)
“Or sappiamo che tutte le cose cooperano al bene di quelli che amano Dio,
i quali sono chiamati secondo il suo disegno.”
Parola di vita – Romani 8, 27 (4/VIII/2013 – 18/VIII/2013)
“E colui che esamina i cuori sa quale sia il desiderio dello Spirito,
perché egli intercede per i santi secondo il volere di Dio.”
Parola di Vita – Romani 8, 26 (21/VII/2013 – 4/VIII/2013)
“Nello stesso modo anche lo Spirito sovviene alle nostre debolezze,
perché non sappiamo ciò che dobbiamo chiedere in preghiera,
come si conviene, ma lo Spirito stesso intercede per noi con sospiri ineffabili.”
Parola di Vita – Romani 8, 23 (07/VII/2013- 21/VII/2013)
“Anche noi stessi, che abbiamo le primizie dello Spirito noi stessi,
dico, soffriamo in noi stessi, aspettando intensamente
l’ adozione, la redenzione del nostro corpo.”
Parola di Vita – Romani 8, 19 (23/VI/2013 – 7/VII/2013)
“Infatti il desiderio intenso della creazione aspetta con
bramosia la manifestazione dei figli di Dio.”
Commento ai Romani 8, 9-10
“Voi però non siete sotto il dominio della carne, ma dello Spirito, dal momento che lo Spirito di Dio abita in voi. Se qualcuno non ha lo Spirito di Cristo, non Gli appartiene. E se Cristo è i voi, il vostro corpo è morto a causa del peccato, ma lo spirito è vita a causa della giustificazione”
(17-31 marzo 2013)
All’inizio dell’ottavo capitolo vengono indicate le polarità che ci sono tra la carne e lo spirito. È indicato che qui c’è il limite che divide l’umanità a uomini carnali e a quelli spirituali. La radice di questa scelta è già nell’anima umana. L’uomo che con le sue potenze spirituali – ragione e volontà – sceglie lo stile egoistico della vita, cioè carnale, deve contare che „chi semina nella sua carne, dalla carne raccoglierà la corruzione“ (Gal. 6, 8). L’uomo che accoglie lo Spirito di Cristo, cambia la sua vita, riceve luce e forza. Ciò è collegato con piccole rinunce quotidiane di se stessi, con umiliazione, con la via della verità e con l’imitazione di Cristo. Il frutto è la pace interiore e felicità, anche nelle situazioni difficili perché Dio aiuta a quel uomo.
Sette fermate di preghiera durante la giornata
Parola di Dio dice: “Sette volte al giorno” (Sal. 119, 164). Le tradizioni ecclesiali del Vecchio e del Nuovo Testamento propongono il ritmo di preghiera quotidiana. San Paolo e apostoli anche loro lo usavano. San Basilio parlava ai cristiani del bisogno di fermate di preghiera durante la giornata. Oggigiorno, purtroppo, i cristiani non mantengono il ritmo quotidiano del contatto con Dio.
Dopo molte preghiere e ricerche di come attualizzare la tradizione ecclesiale nel giorno di oggi proponiamo questo già sperimentato modo di preghiera. Preghiamo quando ci svegliamo dal sonno, dopo alle 9:00, alle 12:00, alle 15:00, alle 18:00, alle 21:00 e la sera prima del sonno (quindi, sette volte). Che cosa dobbiamo pregare e perchè?
+ Nel nome del Padre, del Figlio, e dello Spirito Santo. Amen.
Effata! (Apriti!) Sono caparbio, sono edonista, sono criticone.
Maran atha! (Vieni, Signore!) Gesù, Gesù, Gesù, abbi pietà di me peccatore ( ripeto 5 volte alle 5 piaghe di Cristo).
Shemà (Ascolta) Israele (oppure dì il tuo nome), ama Dio! Gesù, Dio mio, ti amo con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze. Ora, perdo l’anima mia a causa Tua e del Vangelo.
Parola di vita: (ogni 14 giorni si dà una nuova citazione della Scrittura che si ripete tre volte).
D’ora in poi faccio tutto + Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen (3volte).
Perchè? Il numero sette è simbolico ma è bene applicarlo in pratica. La parola di Dio dice che il giusto pecca sette volte al giorno. Si tratta in primo luogo della caparbietà, quando l’uomo non si ferma e non rimane alla presenza di Dio, ma piuttosto si lascia guidare solo dai suoi sentimenti e dalla sua ragione che non sempre sono in concordia con volontà di Dio.
Parola di vita – Romani 7, 22-23 (11-25 novembre 2012)
“Infatti acconsento nel mio intimo alla legge di Dio,
ma nelle mie membra vedo un’altra legge,
che muove guerra alla legge della mia mente e mi rende schiavo
della legge del peccato che è nelle mie membra”
Parola di vita attuale – Ro 8, 2 (30/8/2026 – 13/9/2026)
«Perché la legge dello Spirito della vita in Cristo Gesù mi ha liberato dalla legge del peccato e della morte.»
Dopo molte preghiere e ricerche di come attualizzare la tradizione ecclesiale nel giorno di oggi proponiamo questo già sperimentato modo di preghiera. Preghiamo quando ci svegliamo dal sonno, dopo alle 9:00, alle 12:00, alle 15:00, alle 18:00, alle 21:00 e la sera prima del sonno (quindi, sette volte). Che cosa dobbiamo pregare e perchè?
+ Nel nome del Padre, del Figlio, e dello Spirito Santo. Amen.
Effata! (Apriti!) Sono caparbio, sono edonista, sono criticone.
Maran atha! (Vieni, Signore!) Gesù, Gesù, Gesù, abbi pietà di me peccatore ( ripeto 5 volte alle 5 piaghe di Cristo).
Shemà (Ascolta) Israele (oppure dì il tuo nome), ama Dio! Gesù, Dio mio, ti amo con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze. Ora, perdo l’anima mia a causa Tua e del Vangelo.
Parola di vita: «Perché la legge dello Spirito della vita in Cristo Gesù mi ha liberato dalla legge del peccato e della morte.» (Ro 8, 2).
D’ora in poi faccio tutto + Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen (3volte).
Meditazione sui Romani 7, 20-23
Romani 7, 20-21: “Ora, se faccio quello che non voglio, io riconosco che la legge è buona; quindi non sono più io a farlo, ma il peccato che abita in me. Io trovo dunque in me questa legge: quando voglio fare il bene, il male è accanto a me” (28 ottobre – 11 novembre 2012)
Romani 7, 22-23: “Infatti acconsento nel mio intimo alla legge di Dio, ma nelle mie membra vedo un’altra legge, che muove guerra alla legge della mia mente e mi rende schiavo della legge del peccato che è nelle mie membra” (11-25 novembre 2012)
Tutto settimo capitolo della Lettera ai Romani parla delle leggi. Vi è la legge di Dio, la legge del peccato ed anche la legge dello Spirito. La funzione di ciascuna di queste leggi dipende su quale territorio ci troviamo. Se noi siamo in Adamo, cioè nella nostra natura corrotta il nostro spirito sta sotto il potere della legge del peccato.
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