Guida per una meditazione di 45 minuti sulle sette parole di Cristo dalla croce

Grazie all’esperienza vissuta da generazioni di uomini e donne di Dio, sappiamo che ciò che contribuisce maggiormente ad approfondire l’unione personale con Cristo è la meditazione regolare della sua Passione. Esiste una meditazione più estesa sulle sette parole, in cui dedichiamo 20 minuti a ciascuna di esse, per un totale di due ore e venti minuti. I fedeli praticano solitamente questa forma più lunga di preghiera il venerdì.

Dopo aver meditato sulle sofferenze che Gesù ha patito durante la notte tra giovedì e venerdì — giorno della sua morte —, proseguiamo con la preghiera della Via Crucis. Questa meditazione sulla sua Passione dura circa mezz’ora, e la Via Crucis altrettanto.

La meditazione qui presentata dura circa 40 minuti ed è strutturata in modo tale da aiutare a superare le distrazioni, interiorizzando la verità che si contempla.

Fermiamoci ad approfondire le ultime parole che Gesù pronunciò durante la sua crocifissione e prima di morire.

(Questa meditazione può essere praticata individualmente o in un piccolo gruppo).

La prima parola dalla croce: «Abba (Padre), perdona loro, perché non sanno quello che fanno».

Per prima cosa, prendiamo coscienza della piaga alla mano destra.

Come aiuto per superare la distrazione, si può picchiettare con una matita sul tavolo, evocando così i colpi di martello della crocifissione. Dopo il primo colpetto, pronunciamo a bassa voce, mentre espiriamo, «Aaa», concentrandoci interiormente sulla parola «Padre». Al secondo colpetto, pronunciamo «baaa» e ci concentriamo sulle parole di Gesù: «Perdonali (perché non sanno quello che fanno)». Ripetiamo lo stesso esercizio altre due volte.

Abbiamo vissuto la stessa esperienza con la piaga della mano sinistra e con quelle dei piedi sinistro e destro.

Dopo questa prima parola, cerchiamo di prendere coscienza, almeno in una certa misura, della verità della nostra crocifissione con Cristo.

Il «vecchio uomo» è la nostra natura corrotta dal peccato. Le potenze dell’anima sono l’intelletto, la volontà e la memoria.

Durante i successivi cinque minuti circa, continuiamo a dare dei colpetti con la matita. Ad esempio, ripeto tre volte la frase: «Ora il mio intelletto superbo è crocifisso con Cristo in me», dando un colpetto proprio prima di pronunciare la parola «crocifisso». Allo stesso modo, ripetiamo questo gesto mentre viviamo interiormente la crocifissione con Cristo della nostra volontà, della nostra memoria e del nostro cuore idolatra.

Segue poi la seconda parola: «Gesù, ricordati di me quando verrai nel tuo regno». «In verità ti dico… oggi sarai con me in paradiso».

Qui cerco anch’io di unirmi al malfattore pentito e di fare mia la sua confessione pubblica di colpa con queste parole: «Ho peccato» e «Soffro giustamente». Insieme a lui, mi rivolgo personalmente a Gesù e Gli dico: «Gesù, ricordati anche di me…». Prendi coscienza del fatto che, dopo questa confessione di colpa e dopo aver invocato Gesù crocifisso e umiliato, anche tu ricevi la certezza del perdono e del paradiso.

La terza parola: «Ecco tua madre».

Per prendere profondamente coscienza di questa verità, accolgo ripetutamente la Madre di Gesù nel mio intimo. La accolgo nel mio essere più intimo (in greco, eis ta idia, nel mio proprio essere). Ciò può essere paragonato a un trapianto spirituale di un cuore nuovo, cioè di una natura nuova.

La quarta parola: «Ho sete!».

Prendo coscienza del fatto che Gesù soffre grandi dolori sulla croce, ma ha sete di patire anche le sofferenze più grandi e la morte per portare a compimento la nostra salvezza. Ha sete di liberare anche me dal seme avvelenato del diavolo, che è il peccato originale. Prendo coscienza del grido di Gesù sulla croce e ripeto le sue parole a bassa voce e lentamente: «Ho sete… Ho sete… Ho sete…». Allo stesso modo, mi rendo conto che Gesù grida quelle stesse parole nel mio intimo: «Ho sete… Ho sete… Ho sete…». Rimango in preghiera, contemplando questa verità, per cinque minuti.

La quinta parola dalla croce: «Eloì, Eloì, lemà sabactani?».

Gesù sperimenta il culmine della sofferenza spirituale: l’abbandono del Padre. La sua sofferenza supera i tormenti di tutti i condannati all’inferno. La causa dei loro tormenti inimmaginabili è che essi hanno abbandonato e respinto Dio, che li ha creati e ha dato loro l’esistenza e uno spirito immortale. Gesù sperimenta questa sofferenza dell’abbandono nel profondo del suo essere divino e umano. Cerchiamo di sperimentare, anche se in misura minima, questa realtà da quattro prospettive: 1) l’abbandono, 2) l’agonia mortale, 3) la liberazione dalla morte eterna e 4) il culmine dei tormenti nel morire. Possiamo dedicare più di cinque minuti alla contemplazione di questa verità, espressa nelle parole «Eloì, Eloì».

Nelle cinque parole del Salvatore sofferente sulla croce si esprime la nostra crocifissione con Cristo. C’è un solo «vecchio uomo», cioè un’unica natura umana corrotta dal peccato, che tutti portiamo dentro di noi. Il peccato originale, quel veleno spirituale che ha avvelenato la nostra natura umana, è stato la causa delle sofferenze di Cristo sulla croce e anche della sua morte. Anche tu sei nato con il peccato originale. Per questo si può dire: «Tu hai crocifisso Cristo», ma, allo stesso tempo, «Tu sei stato crocifisso con Lui». Il fatto che il peccato originale sia ancora presente nella nostra natura ferita è un’altra questione. Dal momento della morte di Cristo, attraverso il battesimo e la fede, partecipiamo alla vittoria assoluta su questo seme del diavolo che portiamo dentro di noi. Tuttavia, la vittoria sull’uomo vecchio si trova solo in Cristo. Per questo dobbiamo combattere la battaglia della fede, per poter entrare in questa vittoria. Se l’uomo vecchio fosse sconfitto in modo tale da non potersi più manifestare affatto, la nuova natura ci verrebbe letteralmente imposta, anche contro la nostra volontà. Ma in questo modo saremmo privati della libertà di scegliere tra il bene e il male e, allo stesso tempo, di qualsiasi merito.

DUE VERITÀ DELLA CROCE RELATIVE ALLA MORTE DI CRISTO

La sesta parola dalla croce: «È compiuto».

Con la sua morte, Gesù ha spezzato le tenebre spirituali della separazione da Dio. La salvezza si è compiuta. Una colonna di luce si eleva dalla croce fino al Padre. Con la sua morte, Gesù ha aperto anche a me la via verso la comunione con il Padre. Sperimento nella mia anima la realtà della potenza della morte di Cristo e, in seguito, compio una missione di fede, fondata sul fatto che esiste un solo battesimo che ci unisce. Nel farlo, compio anche alcuni gesti che mi aiutano a mantenere viva la mia fede in questo mistero. Allo stesso tempo, contemplando questa verità, prendo coscienza del fatto che, attraverso questa colonna di luce, si apre la prigione in cui il vecchio uomo teneva prigioniero il mio spirito. Attraverso questo atto di fede si apre la via per uscire da questa prigione insieme allo spirito di Cristo ed entrare tra le braccia del Padre. Ciò avviene all’interno della colonna di luce e si esprime nella settima parola dalla croce.

La settima parola dalla croce; la morte di Cristo: «Padre (Abba), nelle tue mani consegno il mio spirito».

Come preparazione, è bene recitare cinque volte il Padre Nostro, ma senza farlo lentamente. Nel frattempo, tengo le braccia distese ai lati. Se questa posizione risulta dolorosa, posso alternare il tenerle distese con il sollevarle verso l’alto.

Segue poi una meditazione o contemplazione della Passione di Cristo, espressa nelle sue sette parole dalla croce.

Alcuni praticano questa meditazione ogni giorno, tranne la domenica, quando — a partire dal sabato sera — contemplano le verità relative alla risurrezione di Cristo. La santificazione della domenica inizia il sabato dopo le nove di sera, cioè dopo la benedizione che i vescovi e i sacerdoti impartiscono quotidianamente a coloro che concludono l’Ora santa, che si svolge dalle otto alle nove di sera.

 

STRUTTURA DELLA PREGHIERA

La prima parola dalla croce: «Padre, Abba, perdona loro, perché non sanno quello che fanno».

(Chi guida la preghiera la introduce con queste parole:) Pronunciando «Aaa», prendo coscienza del colpo di martello e del grido doloroso di Gesù: «Aaa… Padre!».

Pronunciando «baaa», prendo coscienza di un altro colpo di martello e della supplica accorata di Gesù: «Perdonali, perché non sanno quello che fanno!».

(Ci inginocchiamo con le braccia tese e piegate all’altezza dei gomiti, formando una croce).

(Chi guida la preghiera dice:) Stanno inchiodando la mano destra di Gesù alla croce.

(Tutti pregano insieme:) Aaa-baaa … Aaa-baaa … Aaa-baaa.

(Chi guida la preghiera dice:) Stanno inchiodando la mano sinistra di Gesù alla croce.

(Tutti pregano insieme:) Aaa-baaa … Aaa-baaa … Aaa-baaa.

(Chi guida la preghiera dice:) Ora stanno inchiodando il piede sinistro di Gesù.

(Tutti pregano insieme:) Aaa-baaa … Aaa-baaa … Aaa-baaa.

(Chi guida la preghiera dice:) Ora stanno inchiodando il piede destro di Gesù.

(Tutti pregano insieme:) Aaa-baaa … Aaa-baaa … Aaa-baaa.

(Nota: chi guida la preghiera, prima di ogni «Aaa» e di ogni «baaa», dà un colpetto sul tavolo con un oggetto, ad esempio una matita, per rappresentare il colpo di martello sul chiodo che trafigge la mano o il piede).

 

Crocifissione con Cristo

(Chi guida la preghiera la introduce con queste parole:) La Parola di Dio dice: «Il vecchio uomo (è stato) crocifisso con Cristo».

Il «vecchio uomo» è la natura umana decaduta, colpita dall’infezione mortale del primo peccato. Le potenze dell’anima sono l’intelletto, la volontà e la memoria. Contemplo spiritualmente la croce e, per fede, rendo presente la realtà della mia crocifissione con Cristo.

(Siamo in ginocchio, con le braccia distese e piegate all’altezza dei gomiti, a formare una croce).

(Chi guida la preghiera dice:) Crocifissione dell’intelletto con Cristo:

Il vecchio uomo è stato crocifisso con Cristo sulla croce.

Ora il mio intelletto superbo è crocifisso con Cristo in me.

Ora il mio intelletto superbo è crocifisso con Cristo in me.

Ora il mio intelletto superbo è crocifisso con Cristo in me.

Crocifissione della volontà con Cristo:

La nostra natura peccaminosa, cioè il vecchio uomo, è stata crocifissa con Cristo sulla croce.

Ora l’egoismo della mia volontà ribelle è crocifisso con Cristo in me.

Ora l’egoismo della mia volontà ribelle è crocifisso con Cristo in me.

Ora l’egoismo della mia volontà ribelle è crocifisso con Cristo in me.

Crocifissione della memoria con Cristo:

La nostra natura peccaminosa, cioè il vecchio uomo, è stata crocifissa con Cristo sulla croce.

Ora l’egocentrismo della mia memoria è crocifisso con Cristo in me.

Ora l’egocentrismo della mia memoria è crocifisso con Cristo in me.

Ora l’egocentrismo della mia memoria è crocifisso con Cristo in me.

Crocifissione del cuore egoista con Cristo:

La nostra natura peccaminosa, cioè il vecchio uomo, è stata crocifissa con Cristo sulla croce.

Ora l’egoismo del mio cuore idolatra è crocifisso con Cristo in me.

Ora l’egoismo del mio cuore idolatra è crocifisso con Cristo in me.

Ora l’egoismo del mio cuore idolatra è crocifisso con Cristo in me.

(Chi guida la preghiera può simulare il colpo del martello dando un colpetto, ad esempio con una matita, prima di pronunciare la parola «crocifisso»).

 

La seconda parola dalla croce: «Gesù, ricordati di me quando verrai nel tuo regno». «In verità ti dico… oggi sarai con me in paradiso».

(Ci alziamo in piedi).

(Chi guida la preghiera la introduce con queste parole:) Neanche tu hai timore di Dio Dio?

A causa dei tuoi peccati, ti sei condannato alla morte eterna all’inferno.

Anch’io confesso: Ho peccato. … Ho peccato.

Io soffro giustamente. … Io soffro giustamente.

Il salario del peccato è la morte… la morte eterna.

(Tutti pregano insieme:) Ye-ho-shu-aa-aa-aa-aa-aa.

(Chi guida la preghiera dice:) Ho peccato. … Ho peccato.

Io soffro giustamente. … Io soffro giustamente.

Il salario del peccato è la morte… la morte eterna.

(Tutti pregano insieme:) Ye-ho-shu-aa-aa-aa-aa-aa.

(Chi guida la preghiera dice:) Gesù, ricordati anche di me nel tuo regno. … Gesù, ricordati anche di me nel tuo regno.

(Tutti pregano insieme:) Ye-ho-shu-aa-aa-aa-aa-aa.

(Chi guida la preghiera dice:) Gesù, ricordati anche di me nel tuo regno. … Gesù, ricordati anche di me nel tuo regno.

(Tutti pregano insieme:) Ye-ho-shu-aa-aa-aa-aa-aa.

(Chi guida la preghiera dice:) In verità ti dico: se muori ora, sarai con Me in paradiso… sarai con Me in paradiso. In verità ti dico: se muori ora, sarai con Me in paradiso.

 

La terza parola dalla croce: «Ecco tua madre!».

(Chi guida la preghiera la introduce con queste parole:) «Presso la croce di Gesù stava sua madre. Gesù, vedendo sua madre e presso di lei il discepolo che egli amava, disse a sua madre: “Donna, ecco tuo figlio”. Poi disse al discepolo: “Ecco tua madre”. E da quel momento il discepolo la accolse nel suo intimo» (gr.: eis ta idia).

(Siamo in piedi, con le braccia piegate all’altezza dei gomiti, davanti al corpo).

(Parte della preghiera [si ripete 2 volte]).

(Chi guida la preghiera dice:) In spirito, sono ai piedi della croce.

Gesù, Tu mi vedi.

Gesù, ora parli proprio a me:

Ecco tua madre. … Ecco tua madre.

La accolgo nel mio intimo. … La accolgo nel mio intimo.

(Tutti pregano insieme:) Ye-ho-shu-aa-aa-aa-aa-aa … Ye-ho-shu-aa-aa-aa-aa-aa.

(Nota: mentre pronuncio la terza, la quarta e la quinta «aa», porto le braccia dalla posizione distesa lungo i fianchi fino a incrociarle sul petto, con questo pensiero: «La accolgo nel mio intimo»).

 

La quarta parola dalla croce: «Ho sete!».

(Chi guida la preghiera la introduce con queste parole:) «Gesù, Tu soffri grandi dolori sulla croce, ma hai sete di patire anche i tormenti più grandi e la morte per portare a compimento la nostra salvezza. Hai sete di liberarmi dal seme del diavolo, il peccato originale».

(Siamo in ginocchio, con le braccia alzate sopra la testa / verso l’alto).

(Chi guida la preghiera dice:)

Gesù, Tu gridi sulla croce:

«Ho sete… Ho sete… Ho sete».

Gridi anche nel mio intimo:

«Ho sete… Ho sete… Ho sete».

Rimaniamo in preghiera, contemplando questa verità, per cinque minuti.

(Ripeto mentalmente queste parole, seguendo un ritmo personale).

 

La quinta parola dalla croce: «Eloì, Eloì, lemà sabactani?».

(Ci alziamo in piedi con le braccia piegate all’altezza dei gomiti e protese in avanti.)

(Chi guida la preghiera recita lentamente le meditazioni. Tutti pronunciano «Eloì» a voce bassa e in modo prolungato. Espirando, pronunciano a bassa voce «Eee»; nell’espirazione successiva, «looo»; e in quella seguente, «iii».

In alternativa, si può recitare «Eloì» nel modo seguente: «Eee-eee-looo-looo-iii-iii». I partecipanti alla preghiera decideranno di comune accordo quale variante utilizzare.)

L’abbandono:

Gesù, Tu, abbandonato in un abisso oscuro, gridi sulla croce anche per me: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?»

Eee-looo-iii! Eee-looo-iii!

Gesù, Tu, crocifisso e abbandonato, gridi ora nel mio intimo:

Eee-looo-iii! Eee-looo-iii!

L’agonia mortale:

Gesù, Tu vivi sulla croce l’agonia mortale anche per me:

Eee-looo-iii! Eee-looo-iii!

Gesù, Tu vivi l’agonia mortale anche nel mio intimo:

Eee-looo-iii! Eee-looo-iii!

La liberazione dalla morte eterna:

Gesù, Tu sulla croce, strappi anche la mia anima dalla morte eterna:

Eee-looo-iii! Eee-looo-iii!

Gesù, Tu, crocifisso in me, strappi la mia anima dalla morte eterna dell’inferno:

Eee-looo-iii! Eee-looo-iii!

Il culmine dei tormenti nel morire:

Gesù, Tu, abbandonato e agonizzante sulla croce anche per me, gridi:

Eee-looo-iii! Eee-looo-iii!

Gesù, Tu, abbandonato e agonizzante nel mio intimo, gridi:

Eee-looo-iii! Eee-looo-iii, lemà sabactani?

 

«È compiuto!» — Si è fatta una breccia!

(Chi guida la preghiera la introduce con queste parole:) Con la sua morte, Gesù ha aperto vittoriosamente una breccia nelle tenebre spirituali della separazione da Dio. La salvezza è compiuta! Una colonna di luce si eleva dalla croce fino al Padre. Con la sua morte, Gesù ha aperto anche a me la via verso la comunione con il Padre.

(Restiamo in piedi.)

(Parte della preghiera [si ripete tre volte: la prima, ad esempio, per l’America; la seconda, per la Russia; la terza, per l’Europa]).

(Chi guida la preghiera dice:) La morte di Cristo: la rottura delle tenebre.

(Tutti pregano insieme:) Ye-ho-shu-aa-aa

(Pronunciando «Ye-ho-shu», alziamo le braccia. Pronunciando la prima «aa», abbassiamo le braccia davanti al corpo fino a lasciarle lungo i fianchi, mentre prendiamo coscienza di queste parole: «Tu mi hai creato». Pronunciando la seconda «aa», facciamo il segno della croce e prendiamo coscienza delle parole: «Con la tua croce mi hai redento»).

(Alziamo nuovamente le braccia e uniamo i palmi delle mani).

(Chi guida la preghiera dice:) Attraverso il battesimo, anche in me.

(Viviamo questa realtà con fede mentre abbassiamo lentamente le braccia fino a lasciarle lungo i fianchi).

(Allo stesso tempo, tutti emettiamo, espirando, il suono:) «aa».

(Chi guida la preghiera dice:) Attraverso il battesimo, anche in voi, (ad es.) gli statunitensi.

(Allunghiamo le braccia ai lati e prendiamo coscienza di come il potere della morte di Cristo fluisca a destra e a sinistra, raggiungendo tutti i battezzati. Rimaniamo per qualche istante in questa croce del potere di Cristo, mentre, espirando, emettiamo il suono «aa-aa-aa». Quando intercediamo per una nazione in un determinato territorio — ad esempio, per gli Stati Uniti —, ci collochiamo spiritualmente al centro del suo territorio, all’incirca nella città di Topeka, nello Stato del Kansas. Prendo coscienza di come la potenza della morte di Cristo fluisca verso di me dall’alto, da Dio, e, attraverso di me, si estenda a destra e a sinistra, raggiungendo i battezzati di quel territorio.)

(Tutti emettiamo, espirando, il suono:) «aa-aa-aa».

(Teniamo presente che esiste un unico battesimo, che, da un lato, mi unisce a Dio e, dall’altro, ci unisce tutti i battezzati in un unico Corpo Mistico di Cristo. Pertanto, qui si applica il principio dei vasi comunicanti.)

 

La morte di Cristo: «Padre, Abba, nelle tue mani consegno il mio spirito!».

(Ci inginocchiamo con le braccia distese ai lati).

(Chi guida la preghiera la introduce con queste parole:) Recitiamo cinque Padre Nostro a un ritmo più veloce, uno per ciascuna delle cinque piaghe di Cristo.

(Tutti recitano insieme:) Padre nostro… (5 volte).

(Chi guida la preghiera dice:) Gesù crocifisso è disceso, attraverso il battesimo, nel profondo del mio essere. Ora, da lì, per la potenza della sua morte, libera il mio spirito dalla prigionia del peccato originale e lo consegna alle braccia del Padre. Con un grido sommesso, ma pressante, pronunciando «aa», esprimo il mio assenso mentre mi soffermo interiormente su queste parole:

Padre… con Gesù… consegno il mio spirito.

(Rimaniamo in contemplazione di questa verità per circa due minuti).

 

 

Scaricare: Guida per una meditazione di 45 minuti sulle sette parole di Cristo dalla croce

 


Email Marketing by Benchmark


Scegli la lingua

ukukukukukukplpghude


Email Marketing by Benchmark


Preghiera profetica, Ezechiele 37

Profetizza, Figlio dell’uomo

formato doc ,        formato pdf

Ricerca nel sito

Calendario

Novembre 2026
L M M G V S D
  1
2 3 4 5 6 7 8
9 10 11 12 13 14 15
16 17 18 19 20 21 22
23 24 25 26 27 28 29
30  

Parola di Vita

«E quelli che sono nella carne non possono piacere a Dio.»

Ro 8, 8 (25/10/2026 – 8/11/2026)

 

Vedere PAGINA VIDEO DEL PCB

VIDEO

Patriarcato Cattolico Bizantino

La preghiera contemplativa

Riflessione sulla Parola di Dio